L’Università Popolare Cattolica, sita a Roma in Via Santa Teresa 23, accanto ai corsi universitari classici, offre ai suoi studenti anche esperienze formative di Educazione Permanente e Formazione Continua. Si tratta di corsi in grado di approfondire temi di grande attualità e sempre molto discussi. Ce ne parla il fondatore Claudio Teseo

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Uno dei temi più interessanti e seguiti presso l’Università Popolare Cattolica di Roma è quello che mette in relazione la fede e lo sport. Sembrano due mondi distinti e separati, eppure non è così. Infatti, qualche tempo fa, anche la Santa Sede si è pronunciata sul tema, mediante la stesura di un documento, “Dare il meglio di sé”. Si è trattato del primo documento che la Santa Sede ha riservato al rapporto tra fede e sport. Esso era organizzato in cinque capitoli: la relazione tra la Chiesa e lo sport; un’illustrazione dello sport, inteso come un’attenzione particolare dedicata alla persona umana; le principali sfide che lo sport era chiamato ad affrontare; la Chiesa e la pastorale dello sport. 

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Il quarto capitolo, dal canto suo, è apparso il più interessante e ricco, affrontando le questioni più spinose legate al settore dello sport, quali: il doping, la corruzione, il perseguimento della vittoria a qualsiasi costo,  le violenze fisiche, sessuali ed emotivi subite dai bambini, il fair play, la funzione dei genitori nel realizzare un rapporto costruttivo e di crescita, senza dimenticare lo spazio dedicato ai tifosi. Un documento, aveva continuato Farrell, che “non ha la pretesa di rispondere a tutte le domande e alle sfide che oggi pone il mondo dello sport, ma intende “raccontare” il rapporto tra lo sport e l’esperienza di fede e offrire una visione cristiana della pratica sportiva”, affermò Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita al momento della pubblicazione del testo. Lo stesso Farrell, poi, dopo aver sottolineato che il Vaticano si era già soffermato sull’argomento mediante “discorsi e messaggi di vari Pontefici rivolti al mondo dello sport” e l’organizzazione di diversi meeting e tavole rotonde, ha evidenziato, però, che “non esisteva ancora un documento che raccogliesse il pensiero e i desideri della Chiesa cattolica relativi alla pratica sportiva, sia quella svolta a livello professionale sia quella di tipo amatoriale”. 

E, a tal proposito, Papa Francesco rimarcò che lo sport “è un luogo di incontro dove persone di ogni livello e condizione sociale si uniscono per ottenere un risultato comune. In una cultura dominata dall’individualismo e dallo scarto delle giovani generazioni e di quella degli anziani, lo sport è un ambito privilegiato intorno al quale le persone si incontrano senza distinzioni di razza, sesso, religione o ideologia e dove possiamo sperimentare la gioia di competere per raggiungere una meta insieme”. 

Tuttavia, il Santo Padre trascese l’idea di sport come semplice mezzo di integrazione e superamento dei propri egoismi, affermando come lo sport fosse “anche un veicolo di formazione. Forse oggi più che mai dobbiamo fissare lo sguardo sui giovani, dal momento che, quanto prima si inizia il processo di formazione, tanto più facile risulterà lo sviluppo integrale della persona attraverso lo sport”. Papa Francesco sottolineò l’importanza dei modelli sportivi per i giovani: “Sappiamo come le nuove generazioni guardano e si ispirano agli sportivi! Perciò è necessaria la partecipazione di tutti gli sportivi, di qualsiasi età e livello, perché quanti fanno parte del mondo dello sport siano un esempio di virtù come la generosità, l’umiltà, il sacrificio, la costanza e l’allegria. Allo stesso modo, dovrebbero dare il loro contributo per ciò che riguarda lo spirito di gruppo, il rispetto, un sano agonismo e la solidarietà con gli altri”. Ed, infine, Papa Francesco vide nello sport uno strumento di “missione e santificazione. La Chiesa è chiamata ad essere segno di Gesù Cristo nel mondo, anche mediante lo sport praticato negli oratori, nelle parrocchie e nelle scuole, nelle associazioni… 

Ogni occasione è buona per portare il messaggio di Cristo”. Infatti, il Santo Padre, affermò anche che lo sport è una speciale risorsa da cui attingere valori e virtù, in grado di migliorare l’essere umano. Dal canto suo, invece, il cardinale Farrell illustrò la correlazione tra sport e fede da un’altra prospettiva. Infatti, disse il Cardinale, da un lato c’è “lo sforzo, il sacrificio che uno sportivo deve assumere come costante della propria vita per ottenere una vittoria o semplicemente per arrivare alla meta” e, dall’altro, anche nel settore della fede, “siamo chiamati a dare il meglio di noi stessi per arrivare alla santità, che, come il Papa ha evidenziato nella “Gaudete et Exultate”, è una chiamata universale, rivolta a tutti, anche agli sportivi”.

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